lunedì 14 novembre 2011

Erminia Passannanti
Sul senso e sul futuro:
la poesia contemporanea


Ed ecco il secondo [E.A.]

1. Il fatto che la poesia sia diventata 'nota a troppi', diceva Leonard Woolf, svilisce l'intellettuale 'alti-frons', e 'alti-frons-issimo' (A Caccia di intellettuali, Ripostes, 1993). Infatti, quando un soggetto culturale si declassa, per le alte sfere critiche, è sempre sintomo di un populismo che raggiunge ed infetta il mondo delle arti. Il fatto che la poesia, in dati periodi, venga praticata da 'più persone', invece che essere confinata ad una o più elites culturali egemoniche, invece, può essere un sintomo (positivo) di gravità dei tempi, gravità che induce, non per vanità o ambizione, il poeta in erba, il potenziale poeta, i '+ poeti', i 'futuri grandi poeti', a tentare la via espressiva della poesia per ricavarne consolazione, e/o l'illusione di uno spazio per 'dire la propria' (idea, protesta, afflizione, etc). 

Lucio Mayoor Tosi
La storia dell'arte che finì

 Dopo l'incontro con Giorgio Linguaglossa  si moltiplicano gli interventi  sul destino della poesia. Pubblico questo primo di Mayoor,  apparso  sotto il post "Glossa a Linguaglossa" e poi cancellato. [E.A.]

Per contribuire al dibattito scelgo di dire la mia nella  forma di un racconto, diciamo avveniristico. Un tema scolastico verosimilmente scritto nel secolo che verrà. 

Alla fine del secolo XX  due importanti forme dell'arte che avevano accompagnato l'evoluzione dell'uomo e della società fin dall'antichità, entrarono in crisi: pittura e poesia. 
Le ragioni della loro scomparsa sono da ricercarsi nella progressiva perdita di interesse dovuta al proliferarsi di nuove forme espressive più funzionali  agli scopi della comunicazione delle istituzioni e dei centri di potere che fino ad allora le avevano promosse e sostenute. 
Fino al secolo precedente ( l'800) queste arti avevano avuto il compito di diffondere, con immagini e parole, le idee necessarie per trasmettere significati utili alle nazioni per ogni loro istanza, per magnificare, sedurre, far conoscere, appassionare o cercare consenso. 
Con l'avvento nel nuovo secolo le scoperte scientifiche e le conseguenti nuove tecnologie generarono l'intensificarsi dei mercati e l'affermazione su scala internazionale di ciò che veniva allora chiamato moderno capitalismo.