lunedì 12 dicembre 2011

SEGNALAZIONE
A Milano: Poesia della vita,
Una vita di poesia

Centro Puecher
 Spazio del Sole e della Luna
(ex Casa della Pace)

Via U. Dini 7 – 20141 Milano
(tram 3 e 15; MM2-capolinea piazza Abbiategrasso)

Venerdì 16 dicembre 2011
Ore 20.45

POESIA DELLA VITA,
UNA VITA DI POESIA
Presentazione dell’opera poetica di
 Laura Cantelmo, 
Eugenio Grandinetti
Attilio Mangano
Carla Spinella

                                       con la partecipazione straordinaria di
Benny (Baroukh Maurice) Assael

Modera
Giuseppe Deiana, presidente dell’Associazione Centro Comunitario Puecher

Intervengono gli autori che leggono le loro poesie:
Laura Cantelmo, docente di Lingua e letteratura inglese
Eugenio Grandinetti, docente di Lettere
Attilio Mangano, docente di Lettere
Carla Spinella, docente di Lettere
Benny Assael, medico, musicista, letterato

Un critico letterario:
Pasqualina Deriu, poetessa, docente di Lettere

Dibattito


STUDENTI E CITTADINI SONO INVITATI
Agli studenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione

Giorgio Mannacio
Sulle poesie di Emilia Banfi

  
Questa puntuale nota critica di Giorgio Mannacio è un esempio di come  dar senso alla formula I MOLTINPOESIA UNO PER UNO: un lettore-critico, partecipante "da lontano" al Laboratorio Moltinpoesia, ha riflettuto sulle poesie di un'altra partecipante al Laboratorio, Emilia Banfi, e dichiarato onestamente quel che ne pensa.  Altri/e, tra cui la stessa Emilia, potranno ora commentare e ampliare la risonanza di questa nota. In Appendice si trovano le poesie della Banfi a cui Mannacio si è riferito. Altre poesie di Emilia Banfi si leggono in questo blog, scrivendo in 'cerca' il suo cognome. [E.A.]

1.
Il percorso poetico di E.B si snoda tra la lingua e il dialetto ( lombardo ). Di fronte a manifestazioni di tale tipo si è tentati , oggi, ad attribuire l’adozione del secondo modulo ad una volontà di “esperimento “. Si pensa che tale adozione sia il tentativo di trovare una sorta di “ via di fuga “ o di “ uscita di sicurezza “ da una lingua che sta consumando e banalizzando sempre di più il proprio patrimonio di senso. Ma vi è anche un’altra direzione o tentazione di indagine , a cavallo di discipline incerte, come l’antropologia e la psicanalisi . Tale indagine pretende di ricondurre i due differenti momenti di espressione ad istanze o istinti più profondi e originari: dialetto come linguaggio naturale o materno; lingua come idioma culturale o paterno. C’ è qualcosa di arbitrario e insieme di fondante in questo tipo di indagine dato che nell’esperienza poetica non c’è mai qualcosa che sia solo istintivo e naturale ovvero solo culturale. Ma la distinzione può servire a misurare l’esistenza e il peso delle influenze e la loro concreta incidenza sui risultati del lavoro poetico.