martedì 10 gennaio 2012

Dante Maffia
Cinque
delle "Poesie torinesi"


  
LA DIRIMPETTAIA

Ha il balcone spalancato,
va da un lato all'altro della stanza
(dev'essere forse il salone perché
si vede chiaramente un divano celeste
e una chitarra appesa alla parete di destra).
Ogni tanto qualcuno la chiama
o forse canta a bassa voce: la vedo aprire
e chiudere la bocca come nei film muti.
Penso che se al posto di lei ormai vecchia
(anche se quando la incontro in strada è sempre
elegante e con molto rossetto sulle labbra
e la cipria al punto giusto) ci fosse una ragazza
dai capelli lunghi biondi con le labbra
carnose io starei per ore a godermela. Invece
mi affretto a chiudere per evitare
di diventare un po' lei, d'essere coinvolto
nel ritmo del suo andare e venire per la stanza.

Giorgio Linguaglossa
Due poesie
da "La Belligeranza del Tramonto"


Giocavano a dadi con i meteci

 Un angelo zoppo ci venne incontro
e disse, senza guardarci: “malediciamo il nome di Dio.”

Eravamo incomprensibili. Stavano tutti al bar
a bere caffè, quando, a mia insaputa, cominciai a zoppicare.

Erano tutti zoppi gli avventori del bar e gobbi.
avevamo la gotta e la gobba ci spuntava dalle spalle.

A quel tempo dall’Albero vennero i bastardi
con le risposte pronte e gonfiarono le vele
e gettarono le ancore.

Io fissavo il loro occhio di vetro…