giovedì 26 gennaio 2012

Ennio Abate
Poesia/prosa.
Qualche ipotesi
a partire dalla poesia
di Anna Cascella Luciani



Riprendo qui l'interessante discussione iniziata nel post dedicato alla poesia "non ho sorelle" d Anna Cascella Luciani e sollecito altri interventi. Se dovessero essere, come questo mio, superiori alla misura breve del commento, inviatemeli e li collocherò in successivi post. [E.A.] 

1. Schematizzo per andare al nocciolo della questione poesia/prosa. Poesia=lirica=giovinezza? Prosa=ragione (o razionalità)=età adulta (o vecchiaia, quando “si partecipa meno alla vita e più al passato”)? Approvo in parte, ma dovremmo documentare meglio queste  equazioni. Specie oggi che i confini tra poesia e prosa, già mobili quando la distinzione dei generi pareva netta e incrollabile, sono diventati - per dirla con Bauman (e affidandoci,  non ciecamente però, alla sua autorità) - *liquidi*. Resta aperto il problema del grado e del senso di questa "liquefazione" dei generi: parziale, totale? reversibile, irreversibile? sintomo di "decadenza" (di allontanamento dall'Origine, o  dal principiale, senza il quale non si dà logos poetico [Cfr.Giuseppe Pedota, Dopo il moderno?) o, come sostiene Lucio Mayoor Tosi, irrinunciabile tensione di "quell'animo futurista" o utopista che serpeggia in qualcuno?