giovedì 9 febbraio 2012

SEGNALAZIONE
Prossimo incontro
del Laboratorio Moltinpoesia



martedì 14 febbraio 2012, ore 18
I MOLTINPOESIA UNO PER UNO 
a cura di Ennio Abate
GIORGIO MANNACIO, DALLA PERIFERIA DELL’IMPERO

Di quel delitto atroce,
di quegli atti meschini e innominabili
solo un ritratto fu testimone
e non ha voce

Introduce Sandro Bajini 
  La Casa della Poesia, Palazzina Liberty, Largo Marinai d'Italia 1,Milano 
 Ingresso libero

Giorgio Linguaglossa
Su "Senso comune (2004-2009)"
di Jacopo Galimberti


Jacopo Galimberti Senso comune (2004-2009)Le Voci della Luna, Milano, 2011



Recentemente mi è stato chiesto di commentare una mia affermazione che qui riporto per comodità del lettore: «La poesia che ha luogo nel Moderno è come un compasso che giri a vuoto o un binocolo che spii l’orizzonte immobile; disarcionata dalla sua sella, la poesia moderna è costretta a un perenne ricominciare daccapo, una fatica di Sisifo se volete, un riprendere a tessere la tela che la notte disbroglia, ad un tempo Cloto, Lachesi e Atropo...».
In premessa, resta un punto da illuminare: quello della differenza tra il discorso poetico di finzione e il discorso poetico (e narrativo) referenziale: il romanzo poliziesco versus il rapporto di un commissariato di polizia, la verosimiglianza contro la verità (il documento a validità legale contro il documento a validità estetica). Il racconto storico versus la Storia.