martedì 28 febbraio 2012

Tomaso Kemeny
15 marzo 1848 – 15 marzo 2012



Passano passano gli anni
ma nei castelli del Parco di Versailles
risuonano ancora le trombe
dell’Ingiustizia, le parole del trattato
che agli ungheresi negò un equo
referendum di appartenenza
e la Terra Magiara
fu ridotta contro natura
di due terzi della sua complessione
legittima.

Giorgio Linguaglossa
La poesia della superficie superficiaria.
Su Michael Krüger.



Michael Krüger, Il coro del mondo Milano, Mondadori, 2010

Il linguaggio di poeti come Yeats ed Eliot non è più il linguaggio degli uomini comuni del tempo di Wordsworth ma è un linguaggio nuovo che ha acquisito una sofisticatissima colloquialità. Quello che Yeats rimprovera a Eliot noi lo possiamo rivolgere contro Michael Krüger. Scrive Yeats: «Eliot has produced his great effects upon his generation because he has described men and women that get out of the bed or into it from mere habit; in describing this life that has lost at heart his own art seems grey, cold, dry. He is an Alexander Pope working without apparent imagination, producing his effects by a rejection of all rhythms and metaphors used by more popular romantics rather than by the discovery of his own, this rejection giving his work an unexaggerated plainness that has the effect of novelty».

Eugenio Grandinetti
L’uguaglianza giuridica.
Ovvero la qualità delle persone.

Daumier, Avvocato

L’uguaglianza dei cittadini è necessaria
perché in un paese ci sia democrazia.
Però uguale non vuol certo dire
che tutti siano belli ed aitanti,
che tutti siano ricchi e che comandino
tutti allo stesso modo,
perché non ci sarebbero i belli
se non esistessero anche i brutti,
né potremmo dire che uno è ricco
se mancasse il confronto con coloro
che non hanno nemmeno il necessario;
e inoltre a chi potrebbe comandare uno
se ad ubbidire poi non c’è nessuno?