martedì 3 aprile 2012

Roberto Bugliani
Apertis verbis



un gran imbroglio, e sapevano i farabutti
guidar bene le danze, colla faccia allegra a dirci
come solerti i servi a far da sponda!
era la perdita da cui cavar profitto
quando il miraggio ci fotteva tutti senza
e ciechi ci rendeva e remissivi
ora che squilibri strutturali salgono a galla
enfi del disastro, ora che bagliori
e i latrati, quanti, dei mastini a guardia!
i vincoli esterni, che vuol dir catene
e vassallaggio e artigli nelle carni
in eleganti panni il canagliume, che lo schermo affolla
giannizzeri e scherani, sempre quelli
del guai non si esce, semmai è colpa nostra
bisogna farci tedeschi, e cinesi se non basta
se non violenza è questa, la è spaccar vetrine?
un trepestio nel vuoto, la voce roca di nebbia, non
il freddo calcolo per pietà né errore ha fine
non rimorso arresta il misfatto, finché c'è roba all'incanto
e sangue da cavare, per asimmetrico gioco e sporco  
in moneta straniera ha conio la menzogna