martedì 1 maggio 2012

"Made in Lab. Moltinpoesia"
Banfi, Moramarco, Verri



Emilia Banfi

Si era contadini.

Stranieri sulle rotte del vento
 se ne sono andati
sul carro del tempo riprendono vita
avevano ancora unghie di terra
e  volti rugati di sole

La casa spalancata ai ritorni
copre l’aratro d’ombra pesante
già la prima ruggine scava il cancello
Il glicine ha infilato il suo braccio
nel vecchio fienile il buio lo finirà
ostinati pampini adornano sbarre
coprono  vetri chiusi da mesi
pane secco e piume catene granaglie
Lontano nel lungo sentiero il rumore
del tempo che muore come un bambino
lascia sui sassi l’innocente profumo
della menta operosa che invade il silenzio
di una panca di legno.

Lucio Mayoor Tosi
Tre poesie



Simm' nervusi
, di Enzo Cucchi. 



Dentro questa circonferenza da bersaglio 
posso sperare nel distratto trascorrere altrove 
di interi branchi dell’economia 
impegnati in qualche rissa parolaia dove muore di fame 
chi ne resta trasognato. 

Fa freddo. 
L’aria irrigidisce le spalle. Il cuore non c’è. 
Fa tremare il mondo che prende più di quanto dà
seleziona la specie scrutando dentro ogni individuo
nessuna fuga consentita. 

Solo morire lasciando le strade pulite. 
Come mai esistiti.