martedì 8 maggio 2012

Ennio Abate
Su «Dopo il moderno»
di Giuseppe Pedota.
Lettera a G. Linguaglossa

Pubblico una mia lettera-recensione sul libro di Giuseppe Pedota e, di seguito e per  completezza, una risposta di Giorgio Linguaglossa  alla precedente versione di questo mio scritto, anche se alcune questioni lì trattate ho preferito stralciarle per non appesantire la discussione. [E.A.]


Giuseppe Pedota, Dopo il moderno.Saggi sulla poesia contemporanea, Edizioni CFR, Piateda 2012

Caro Giorgio,
          su Dopo il moderno di Giuseppe Pedota abbiamo anticipato su questo blog una prima parte degli appunti (qui). Avevo in quell’occasione dichiarato quali erano per me i punti di vicinanza e di distanza dalla sua visione della crisi del moderno in poesia. Avendo ora letto la seconda parte del libro, incentrerò  questa mia recensione in forma di lettera proprio sulla sua questione centrale: la scelta a favore di un’antimodernità astorica (ben diversa, come ti precisai, dall’antimodernità sempre storica di Fortini).