giovedì 7 giugno 2012

Ennio Abate
Una riflessione
per la serata del 7 giugno 2012
Palazzina Liberty di Milano


UNA PREMESSA E OTTO TESI  PER ESSERE (CRITICAMENTE) MOLTI IN POESIA[1]
di Ennio Abate
La ragione dell’ordine, la dimostrazione del disordine, e tu règgile. L’uno che in sé si separa e contraddice, e tu fissalo; finché non sia più uno. E poi torni a esserlo, e ti porti via.

(F. Fortini, L’ordine e il disordine,
da Questo muro, in Una volta per sempre, Einaudi, Torino 1978)

Premessa

Partiamo da qui: è crollata una chiara definizione dei confini della poesia, è stata svalutata dal prevalere della società dello spettacolo e dalla TV la lettura in generale  e lo studio di quei testi, che autorità riconosciute nel campo della critica e nella comunità dei poeti avevano fino a ieri garantito come  poesia. La poesia, come dopo un’esplosione, sembra disseminata  dappertutto: nelle canzoni,  nei testi di amici e conoscenti, nei poeti pubblicati dai massimi e dai minimi editori, nelle plaquette autoedite, sul Web…