martedì 31 luglio 2012

Giorgio Linguaglossa
Sul problema della "libertà" del poeta

Eugène Delacroix, La zattera della Medusa

Per la ricchezza di domande cruciali contenute, evidenzio in un post autonomo  questa riflessione-commento di Giorgio Linguaglossa, estraendola dal post in cui la discussione sul problema è iniziata (qui). [E.A.]


Cari amici della scialuppa
...ancora al tempo del periodo blu e rosa Picasso era un pittore del tutto tradizionale che non aveva detto nulla di nuovo. La sua pittura non si era presa alcuna «libertà» nelle condizioni date del suo tempo. Con "Les demoiselle d'Avignon" inizia il periodo cubista, Picasso decide di prendere la rotta della «libertà» del pittore sulla tela. È il periodo delle avanguardie storiche, un proliferare di avanguardie in tutta l'Europa. «Libertà» contro «necessità», dereglement contro il ritorno all'ordine. Quando Rilke vide per la prima volta i quadri di Picasso ne rimase profondamente sgomento e atterrito. Dove poteva andare una simile arte? questo si chiedeva Rilke che qualche anno dopo avrebbe prodotto i suoi capolavori poetici (Le elegie Duinesi e i Sonetti a Orfeo)ma in direzione inversa rispetto a quella intrapresa da Picasso.

Emilia Banfi
Trasport



El fiulin el sunava la fisarmonica
cunt un andà lent, semper quel
el pader l’acumpagnava cunt ul viulin.

Stavan in pè, in mès al can chel durmiva
e ul sac di cuèrt  e strasc
el riflès negher di cavèi al smagiava
ul tailleur rus dèla vedrina.