mercoledì 1 agosto 2012

Rita Simonitto
Osservazioni su
"Per una poesia esodante"
di Ennio Abate



Pubblico queste dense riflessioni sul mio lungo scritto Per una poesia esodante. La poesia passata a contrappelo. Sulla ex-piccola borghesia o ceto medio in poesia, che si legge interamente qui nell'Appendice del post. [E.A.]

Caro Ennio,
sento molta gratitudine per il lavoro importante (e, direi, necessario) che hai portato avanti e che hai messo generosamente a disposizione di Moltinpoesia.
Mi sento però in difficoltà ad intervenire poiché non ho le competenze necessarie quindi esporrò un mio punto di vista a partire dalle sollecitazioni che il tuo testo mi ha sollevato (tenendo conto anche degli interventi di Francesca Diano relativamente all’illusorietà del “credere di poter fare a meno dell'enorme peso del passato, del gigantesco bagaglio culturale che ci portiamo dietro”, e poi - come questione di Metodo - “PRIMA si deve sapere, POI si può distruggere e ripartire nudi”; e pure di Emy quando sostiene l’importanza di credere nelle capacità di un passato che senza di esso nessun futuro avrebbe senso).