martedì 9 ottobre 2012

Gianmario Lucini
Editore impostore,
sociologia di polli e di rapaci



Nel post di segnalazione dedicato al libro di Cornacchia e Rendo (qui) sono emersi interessanti spunti di discussione sull'editoria che s'occupa di poesia (telematica o tradizionale). Per approfondirli, pubblico questo gustoso e informato  saggio di Gianmario Lucini. La via della poesia è lastricata anche di  porcheriole economico-psicologiche. Parliamone. [E.A.] 

L’Italia è la patria dei poeti, ma anche dei gonzi, dei polli. Il pollo è un animale simbolico, metaforico. Ha le ali, può volare, andarsene libero come tutti gli altri uccelli, eppure gironzola nell’aia, beccheggia, poltrisce finché qualcuno gli tira il collo. Il pollo è convinto che tutto gli sia dovuto: becchime, riparo notturno, protezione, senza nulla dare. E’ un animale banale, cialtrone, sciocco: è un gran narciso. Sì, certo dà le uova, quando diventa gallina e forse, nell’ingenuità della sua visione, questo gli sembra uno scambio equo. Nella sua ottusità, offuscata dal narcisismo non immagina che ci sia una visione del mondo diversa dalla sua, più predatrice.

Luciano Nota
Poesie
da "Tra cielo e volto"



NATURA MORTA

Se da me a te
l'anima è obliqua
se in qualche spazio
tu ti muovi
giulivo
rifugiandoti in contesti
sovrumani.
Se custodisci il tempo
l'assetto d'ogni cosa
consacra
queste pere piene d'ansia
questa mela putrefatta
questo scarto di lattuga.