sabato 13 ottobre 2012

Giorgio Linguaglossa
Su "Parlano e volano.
Poesie scelte (1980-2011)
di Mari Vallisoo



Mari Vallisoo, Parlano e volano. Poesie scelte (1980-2011) LietoColle, Faloppio, 2012

Riflettevo su questo libro della poetessa estone Mari Vallisoo e mi interrogavo su quel suo modo di porre le cose sulla carta con una sicurezza e una ingenuità che a un letterato colto e snob dell’occidente parrebbe eccessivo e azzardato, e più mi interrogavo più mi convincevo che non è Mari Valllisoo ad essere nell’errore ma è una certa poesia italiana (colta e snob) che ha inseguito le orme del Moderno senza peraltro riuscire a prendere le misure al Moderno. Ma questo sarebbe un lungo discorso forse troppo lungo per essere affrontato in questa sede. Leggere la poetessa estone da questo punto di vista dà un’impressione di forte estraniazione, è leggere ad un tempo un poeta modernissimo e antichissimo, una poesia fuori-storia, fuori-contesto, o almeno nel senso che la parola «contesto» richiama alla nostra memoria quella situazione (sociale e culturale) che ha visto nei paesi occidentali a sviluppo economico evoluto il progressivo trionfo della piccola borghesia in via di progressiva mediatizzazione.