mercoledì 19 dicembre 2012

Giorgio Linguaglossa
Per un nuovo volgare illustre –
Per una rifondazione del poetico


Chi fa poesia deve sapere che sta costruendo un «oggetto», che elabora una forma locutoria, un linguaggio per quanto possibile orientato ad esprimere col massimo rigore le idee.

Ecco allora l’imperiosa necessità di costruire un nuovo volgare illustre – un volgare con cui potersi esprimere nelle accademie e nelle scuole della Repubblica, nei tribunali e nei gironi della politica, nella nostra vita quotidiana e nelle arti della parola. Un volgare che sia cardine del nostro comunicare, che si innalzi sulle miserie municipali  e nazionali. In quanto cittadini abbiamo imparato che le nazioni vivono solo se universali, solo se la nostra lingua è così potente da comunicare con tutto il mondo.

Flavio Villani
Il natale ai tempi
della “spending review”



Questo racconto di Flavio Villani a me ha fatto pensare a "E adesso pover'uomo?" di Hans Fallada (vedi sotto in Appendice). Uè, andiamoci piano col pathos natalizio! [E.A.]

Dicono: pesa almeno cento chili, grammo più grammo meno. E la pancia è così grossa che per riempirla tutta lui inizia a mangiare ora e finisce fra due giorni. Minimo. Ma come cavolo farà a passare dal camino?

Il papà dice che tutti hanno un Capo sulla testa.
Sulla testa?, dico.
Sì, sulla testa, fa lui, mentre continua a picchiare i tasti del computer.
Papà, faccio io.
Che c'è?, fa lui.
Papà...?, faccio io, sulla testa?! Davvero?!