venerdì 25 gennaio 2013

Pietro Peli,
Una polemica in versi.


La poesia incontra spesso la storia. E allora urta in qualcosa (di materiale, sociale, politico...) che smuove sentimenti contrastanti: di paura, pietà, indignazione.  E se la cava a volte. Altre volte si rompe le corna. Quando poi è un giovane poeta, come Pietro Peli, dichiaratamente di piglio pasoliniano (Vedi suoi precedenti post qui e qui), a inciampare (mi posso permettere questa metafora?) in un personaggio controverso come il brigatista rosso Prospero Gallinari, scomparso di recente, quei sentimenti si colorano anche inevitabilmente (e direi fin troppo in questo caso) dell'ideologia populista con cui Pasolini lesse la storia di quegli anni.
Non ho nessuna esitazione a pubblicare questa sua poesia. Ma vorrei si ricordasse quanto, al di là della retorica ufficiale alimentata dai mass media, la memoria sugli anni Settanta, come fu per quella della Resistenza, non è unitaria e condivisa (e  solo come segnale valga in Appendice l'articolo di Mario Gamba apparso su il manifesto).  Anche i poeti dovrebbero indagarla di più quella storia.