sabato 2 marzo 2013

Lucio Mayoor Tosi,
Poesia di piazza.



Dopo i risultati (sorprendenti/allarmanti?) delle recenti elezioni fervono discussioni accese in mailing list e siti.  Ieri Pietro Peli, oggi Lucio Mayoor Tosi provano ad annusare l'aria che tira e a parlarcene  in diretta e in poesia. [E.A.] 

Non capisco, non conosco la novità
di questo voto
che contiene, sembra, i colori del veleno
e invade
le camere serrate nel gas televisivo.
Sapevo
che le lettere firmate con una sola croce
non dicono
che arriveranno presto volumi di versi
taglienti
sulle mani dei ladri. Non lo credevo possibile.
Credevo
bastasse essere in molti dentro una piazza
farsi vedere
alle finestre ben chiuse del parlamento
e dalla piazza
farsi sentire come folla occupante per un giorno
soltanto
un giorno pieno di fumo e batoste.